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Non stupisce, quindi, che Italia Nostra a cui veniva rinnovato il contratto di gestione ogni nove anni, il 23 dicembre scorso ha ricevuto un rinnovo di solo 6 mesi, un rinnovo elettorale per non perdere consensi, un preavviso di sfratto che, tolto il fastidio delle elezioni comunali, entrerà in esecuzione. Poco importa se la gestione di Italia Nostra è la più competente, fa niente se è la più economica rispetto alla concorrenza, quella più attenta all’aspetto dell’educazione ambientale con quell’attenzione unica nell’incentivare il volontariato, un punto di riferimento per piccole e grandi associazioni, dagli scout agli oratori. Meglio avere un altro banale parco dei divertimenti: banale ma più commerciale, dalla manager Letizia Moratti ce lo si può aspettare, dalla Lega che è particolarmente attenta al territorio, molto meno; ma forse il problema sta nel nome, “Italia Nostra” è poco padano.
Dario Parazzoli
P.S.Di seguito l'intervista che ho fatto l'anno scorso all'architetto Donata Almici sul PGT, quindi prima delle ultime modifiche. La scheda del Bosco in Città è stata rimossa dal documento attuale causa emendamento, potete vederla ancora in questo video al minuto 1.20, giusto per farvi un'idea del "ritocco" che la giunta Moratti voleva (e vorrebbe)fare al Bosco in Città.
(mio intervento alla manifestazione "A difesa della Costituzione" a Milano, 12 Marzo)
L’italiano si lamenta, sempre e comunque, piangere perchè le cose vanno male è lo sport nazionale. Si lamenta perchè manca il lavoro, si lamenta perchè la politica è corrotta, si lamenta perchè l’istruzione è diventata una farsa, ma poi arrivano le 19, l’italiano allora smette di lamentarsi, si fa una doccia, si veste e va a fare l’aperitivo.
L’italiano è spettatore, non è protagonista, lui guarda la politica in tv non la esercita.
L’italiano è un tifoso, non si fa opinioni, Bianco o Nero, Liberale o Comunista, Bene o Male, Milan o Inter, il popolo che Ama o il popolo che Odia, finisce inevitabilmente a schierarsi con una squadra, cancella le sfumature, non pensa. Preferisce delegare perfino lo sdegno.
L’Italiano spera, non valuta. Spera che un uomo carismatico che promette favole possa per miracolo risolvere tutti i problemi, dopo 20 anni di Mussolini, 40 di Andreotti, 12 di Craxi e 20 di Berlusconi forse lo ha capito. Siamo il paese del gratta e vinci, siamo il paese del vota e vinci.
A te che dai la colpa a Berlusconi perchè attacca la Giustizia,A te Che dai la colpa al governo perchè smantella la CostituzioneA te Che dai la colpa alle opposizioni perchè non sono ferme come vorresti
Dico che la colpa è tua, che vieni in manifestazione una volta all’anno.La Colpa è tua, che non vai a votare perchè, intanto, cosa cambia?La Colpa è tua, che fai resistenza domiciliare davanti a facebook con gli amici, ma non hai mai provato l’ebbrezza di distribuire un volantino.
La colpa è tua perchè non è più il tempo delle brave persone, le brave persone che non agiscono e stanno a guardare non servono, sono colluse per tacito assenso. L’indifferenza è incostituzionale.
E’ il momento di scoprire la piazza, di darsi da fare, di convincere quel tuo amico che è restato a casa perchè fa freddo, perchè forse piove, perchè non aveva voglia, che forse la Costituzione, l’Italia, merita di essere difesa, e che l’aperitivo può aspettare.
(intervista rilasciata a http://www.palazzolo5stelle.it/)
Sabato 18 Settembre, Si va ad Adro a ribadire ai gerarchi leghisti che la scuola pubblica è di tutti, che i balilla devono essere rilegati al passato, che fare politica sui bambini è infame e non solo inopportuno. Che il controllo delle menti sia sempre stata una necessità per il consolidamento dei regimi è un dato storico, che questo governo stia tagliando cultura, istruzione e monopolizzando l'informazione è storia proiettata nella realtà. Noto con piacere che tutte le opposizioni erano presenti alla manifestazione, di solito noi cittadini ci troviamo soli o con poche associazioni a difendere la costituzione, a ribadire che la mafia deve essere non solo combattuta ma rifiutata e non invitata a parlare in giro, a ricordare che un po' di etica è necessaria. Ma come ai primi segnali di primavera sbucano i bucaneve, così ai primi segnali di elezioni sbucano le bandiere del PD, è un processo naturale, la fine del letargo, che definisce l'idea di partecipazione che i dirigenti del principale partito di opposizione relativa hanno per i propri elettori: "Quando ci Serve". Si capisce infatti che l'organizzazione è arrugginita, non abituata alla piazza, i relatori sono costretti a parlare in un microfono collegato ad una cassa inesistente, solo le prime tre o quattro file riescono a sentire qualcosa; in ogni modo la passione e la determinazione tra tutti i manifestanti è stata tanta, una piccola realtà di provincia ha scoperto all'improvviso di essere parte di una comunità e non una comunità a parte. Un abitante di Adro durante una discussione è arrivato a dire "Siamo ad Adro, non in Italia" ma è indubbio che la città è divisa e che ci sono molte opinioni diverse. Il nocciolo è questo, e un consiglio che vorrei dare all'associazionismo di Brescia e provincia è di farsi vedere, conoscere. Spesso la lega è l'unica realtà aggregativa presente in quei territori e bisogna levargli questo monopolio. Questa storia finirà bene perchè è capitata in un periodo delicato dove la lega ha bisogno di tenere il profilo basso per incamerare riforme, come quella del federalismo fiscale, ben più importanti per loro. Ma tocca noi a tenere alta l'attenzione, tutto l'anno e non solo in pre-campagna elettorale. Dario Parazzoli Qui Milano Libera
(Mio discorso all'anniversario della strage di via d’Amelio)
18 Anni sono passati, a 18 anni si diventa maggiorenni, si dovrebbe essere responsabili, e non far finta di non sapere, ma l’Italia è un paese eternamente bambino, che mette la testa nel cuscino e che dorme sperando che la mattina dopo sia stato tutto un sogno, che la ‘ndrangheta in Lombardia non esiste, che i 160 arresti in Padania sono tutti di Calabresi in trasferta a godersi le vacanze estive nelle piscine comunali o nei cantieri dell’Expo. Ora, la politica dirà che la ‘ndrangheta a Milano è stata sgominata, e si tornerà a dormire, a parlare di Rom che svuotano gli appartamenti, dei writer che imbrattano la città e degli immigrati che a breve, visto che sta iniziando la campagna elettorale per il comune, ri-inizieranno a stuprare. Poco importa che 300 arresti sono solo una ferita di striscio per un’organizzazione che ha nella rigenerazione dei suoi luogotenenti il suo punto di forza che l’ha resa la prima criminalità organizzata al mondo. E’ sufficiente un comunicato per dire che ora l’Expo non corre rischi, è sufficiente intestare in tutta fretta dopo 18 anni questi giardini a Falcone e Borsellino, e poi si potrà tornare alla vita di tutti i giorni, poi ci sono le vacanze e a settembre l’Italia, Milano avrà dimenticato. Invece abbiamo bisogno di una Milano che sappia Ricordare, Ricordare che la Lombardia è la quarta regione per beni sequestrati alle mafie, Ricordare che il processo che ha dato più ergastoli per mafia in Italia non è stato il Maxiprocesso di Palermo ma il processo Count Down di Milano. Ricordare che la Mafia senza Politica non è Mafia, e che non è più sufficiente pretendere brava gente in politica, perché le brave persone che stanno a guardare non servono, perché non è più tempo di fare finta di non sapere,le scelte sono due o sei un amministratore che la ‘ndrangheta la combatte con i fatti, oppure sei colluso, oggi è colluso anche chi non fa nulla, anche se non ha contatti con i mafiosi, perché non fare nulla è aiutare la ‘ndrangheta, la terza via c’è, è smettere di fare politica. Saluto la Milano che resiste, che si mobilita e che ricorda, la Milano che pur lavorando aveva ben dritta la barra della moralità, la Milano rappresentata da Giorgio Ambrosoli, la Milano che non minimizza e che ancora combatte.
18 Anni sono passati, a 18 anni si diventa maggiorenni, si dovrebbe essere responsabili, e non far finta di non sapere, ma l’Italia è un paese eternamente bambino, che mette la testa nel cuscino e che dorme sperando che la mattina dopo sia stato tutto un sogno, che la ‘ndrangheta in Lombardia non esiste, che i 160 arresti in Padania sono tutti di Calabresi in trasferta a godersi le vacanze estive nelle piscine comunali o nei cantieri dell’Expo.
Ora, la politica dirà che la ‘ndrangheta a Milano è stata sgominata, e si tornerà a dormire, a parlare di Rom che svuotano gli appartamenti, dei writer che imbrattano la città e degli immigrati che a breve, visto che sta iniziando la campagna elettorale per il comune, ri-inizieranno a stuprare.
Poco importa che 300 arresti sono solo una ferita di striscio per un’organizzazione che ha nella rigenerazione dei suoi luogotenenti il suo punto di forza che l’ha resa la prima criminalità organizzata al mondo.
E’ sufficiente un comunicato per dire che ora l’Expo non corre rischi, è sufficiente intestare in tutta fretta dopo 18 anni questi giardini a Falcone e Borsellino, e poi si potrà tornare alla vita di tutti i giorni, poi ci sono le vacanze e a settembre l’Italia, Milano avrà dimenticato.
Invece abbiamo bisogno di una Milano che sappia Ricordare,
Ricordare che la Lombardia è la quarta regione per beni sequestrati alle mafie,
Ricordare che il processo che ha dato più ergastoli per mafia in Italia non è stato il Maxiprocesso di Palermo ma il processo Count Down di Milano.
Ricordare che la Mafia senza Politica non è Mafia, e che non è più sufficiente pretendere brava gente in politica, perché le brave persone che stanno a guardare non servono, perché non è più tempo di fare finta di non sapere,le scelte sono due o sei un amministratore che la ‘ndrangheta la combatte con i fatti, oppure sei colluso, oggi è colluso anche chi non fa nulla, anche se non ha contatti con i mafiosi, perché non fare nulla è aiutare la ‘ndrangheta, la terza via c’è, è smettere di fare politica.
Saluto la Milano che resiste, che si mobilita e che ricorda, la Milano che pur lavorando aveva ben dritta la barra della moralità, la Milano rappresentata da Giorgio Ambrosoli, la Milano che non minimizza e che ancora combatte.
Non è solo una questione di impunità (la loro) e di libertà (la nostra). Questa legge la si deve vedere in un contesto più generale, l’obiettivo è quello di educare il cittadino a non sapere, perché chi pensa è pericoloso, critica, si ribella. Loro ci vogliono come delle pecore:
La cosa che mi ha lasciato più perplesso è stata l'accessibilità.
Abbiamo un problema, se va bene di comunicazione e conoscenza, se va male di democrazia e sudditanza. il 24 Aprile, in piazza della Scala, Qui Milano Libera ha provato ad aprire un piccolo striscione, che chiedeva a Napolitano di smettere di firmare leggi vergogna. Il contenuto è una opinione, si può essere favorevoli o contrari, ma rimane sempre una opinione e si dà il caso che, a quanto pare, la nostra Costituzione tuteli il diritto di esprimere, con ogni mezzo, una propria opinione. Ci sono ovviamente delle dinamiche e dei limiti, l'apologia al reato è un limite, entrare in una riunione privata per dire quello che voglio è un altro limite. La piazza però è libera, come in ogni democrazia, e le opinioni, anche di dissenso, devono poter essere manifestate e permesse. Il fascismo poi aveva posto ulteriori limiti, per evidenti motivi di allergia al confronto, tra questi la manifestazione non autorizzata (art.18 Tulps), oggi funziona che per fare un comizio bisogna recarsi in questura almeno 3 giorni prima, non per farsi dare l'autorizzazione, che è una parola brutta che sa di regime, ma "per dare un preavviso e per farselo accettare" che di fatto è un' autorizzazione ma nessuno la chiama così. Per fortuna la nostra Costituzione ha messo una pezza alla legge fascista, precisando che il diniego ad una riunione è possibile solo per motivi di pubblica sicurezza. Come la pubblica Sicurezza può essere compromessa da quattro ragazzi che alzano uno striscione? Ma soprattutto perchè, nei casi come piazzale della Scala, dove si aspetta il capo dello stato, se qualcuno espone uno striscione pro Napolitano va bene, se qualcuno invece espone uno striscione critico rischia la manifestazione non autorizzata? Il Cittadino pro Napolitano non sta manifestando come il cittadino critico? Siamo arrivati ad essere un paese dove è la polizia a dover decidere quali sono le opinioni che vanno bene e quelle che vanno male, siamo in un paese dove le opinioni sono opinabili? Qui Milano Libera è stata già denunciata tre anni fa, sempre in piazza della Scala, al centenario della mondadori, stessa modalità, uno striscione, due volantini e un megafono, 10 giorni fa sono stati assolti perchè "il fatto non sussiste", in attesa delle motivazioni, la tesi della difesa era chiara, se il ritrovo non provoca rischi alla sicurezza pubblica il reato non sussiste. L'altroieri, stessa cosa, una situazione serena, semplicemente la volontà di alcuni ragazzi di esporre uno striscione, possibilità negata senza alcun rischio tranne quello che qualche telecamera nazionale inquadrasse una forma di dissenso evidentemente non gradita, ancora una volta sequestrato lo striscione e preannunciata la denuncia. Le cose allora sono due: La polizia denuncia perchè non sa che la manifestazione senza preavviso in situazione di sicurezza non è reato, sperperando risorse dello stato, oppure lo sa, dando volontariamente fastidio ad associazioni scomode. Sono ottimista e penso che sia ancora un problema di comunicazione, per ora.
In una milano dalle migliaia di uffici sfitti il comune non riesce o non vuole trovare un buco per l'unica associazione nel territorio che combatte contro il Racket e l'Usura. La Milano da Bere che nasconde i cocci della bottiglie vuote in cantina, solidarietà a Manzi e a S.O.S Racket e Usura per il trattamento che sta ricevendo dal governo dell'ex capitale morale, che non tutela più le fasce deboli come gli anziani e quelle primarie come i commercianti.
Ma ormai l'unico problema di Milano sono gli immigrati, la mafia non esiste, il racket neppure, la corruzione: casi isolati. Poi ci si sveglia, e si vedono le vere associazioni di difesa della società per strada e i cittadini sempre più lasciati soli.
Ora è troppo presto, ma per fortuna le Comunali sono vicine, ho pochi dubbi sul fatto che, a inizio campagna elettorale, una sede salterà fuori.
Tutto ha un valore, Il commerciante rimasto solo che si suicida Come la vecchietta che è andata all'ospedale e torna con la casa occupata.
Una nuova colata di cemento sta per arrivare a Milano, non è bastata l'ultima, 15 milioni di metri cubi di cemento, tutt'ora non assorbiti dalla popolazione e che hanno prodotto circa 80.000 appartamenti sfitti
Abbiamo intervistato Donata Almici, architetto milanese esperta in urbanistica, che da tempo sta combattendo contro il PGT, per spiegarci in modo chiaro quello che l'amministrazione vuole nascondere in un documento di 1000 pagine inutili e vaghe, per estrapolare da quel faldone i dati importanti e critici.
Non ci limiteremo ad esplorare il lato tecnico, ma a breve anche quello politico e affaristico, basta in ogni caso l'intervista alla Almici per far affiorare alcune domande ovvie. Come si fa a mettere in scaletta così tanto asfalto con un buco sui servizi di 9 Miliardi di euro su 15 ?
Qualcuno penserà ad un errore, io penso invece che finirà come Santa Giulia, progettati tanti servizi, stanziati pochi fondi, le case sono state vendute promettendo un paradiso ai nuovo residenti, poi è finita così
Ce l’ha finalmente fatta il nostro primo ministro a prevalere sulla giustizia. E’ stata lotta dura, facevano catenaccio, ma a furia di attaccare prima o poi si segna. Una vittoria oltre ogni immaginazione, che ha creato una crepa nella diga dell’eguaglianza, non solo il premier non è più processabile in quanto ora può legittimamente non presentarsi ai processi, addirittura questa normativa viene estesa ai ministri; crepa che diventerà una voragine con una legge costituzionale sull’argomento che a quanto pare è nei cantieri della libertà, (la sua).
Sul mio canale youtube: SiParte su Youtube è presente il video integrale del corteo della manifestazione. ( XV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle Vittime della Mafia)
Un grazie a Duccio e ai ragazzi di Qui Lecco Libera per il loro contributo, sempre auspicabile, nell'innalzamento del bagaglio culturale del nostro ministro della giustizia. I regali semplici sono sempre quelli che vanno dritto al cuore, e in periodi complicati come questi che spesso ci si dimentica della base, dell'ABC, della Costituzione.
Se fosse restato un giorno in più in Lombardia, il nostro Ministro avrebbe potuto partecipare alla manifestazione Nazionale di Libera in memoria delle vittime della mafia, e magari rispondere lì alle domande di Duccio, davanti ai tanti studenti, scout, associazioni e semplici cittadini che si chiedono tanti perchè:
1) Perchè il Presidente del Consiglio del suo governo definisce il Mafioso Mangano "Eroe". 2) Perchè Cosentino , che se non fosse parlamentare sarebbe agli arresti per reati di Camorra, ha ancora incarichi di governo. 3) Per par Condicio, dopo mafia e camorra, sarebbe il caso di spiegare come ha fatto un Di Gerolamo, arrestato per 'Ndrangheta, candidarsi nel suo partito e diventare senatore. 4) Perchè ha partecipato al matrimonio di mafia della figlia del boss Croce Napoli.
Per ora è sufficiente la Costituzione, già se la smettesse di legiferare a caso sarebbe un buon inizio, permetterebbe alla Consulta di ottimizzare meglio il tempo facendo per giunta felice anche il suo collega Brunetta , come prossimo libro, Ministro, le suggerisco "Cose di Cosa Nostra" di Falcone.
Qualcuno si è salvato dalla generazione del Grande Fratello e di Amici, come succede spesso in natura, dopo milioni di vittime, anche la malattia peggiore incontra un soggetto immune, che ha sviluppato gli anticorpi giusti. Ora qualcuno lassù, dovrebbe interessarsi di queste anomalie per capire, ed eventualmente creare un vaccino, ma non sono così ottimista. "Lassù" sono ormai tutti infetti, e in stadio terminale.
Ma si sa, il primo abbonato RAI (che è quello che la controlla) ha sempre un posto in prima fila, mancavano i pop-corn per completare il quadretto, però davanti ad un palco pieno di giornalisti non si poteva osare tanto.
L’aspetto più affascinante è la capacità di irridere e di cambiare l’evidenza delle cose non quando queste sono passate, quindi con una revisione storica, ma anche mentre queste stanno avvenendo, e il vocabolario non ha ancora trovato una definizione adatta per questa azione; quando il Presidente dell’Amore pronunciava la seguente frase:
“Noi vi lasceremmo esprimere le vostre cose, in un pacato dialogo tra noi”
I suoi militanti linciavano a bandierate, calci, pugni e sputi il gruppetto di contestatori, proprio mentre lui li guardava in faccia per inveire. Dov'è il premier premuroso che esce dalla macchina dopo l’attentato per assicurarsi dell’incolumità del suo aggressore?
E’ lo stesso premier che a spettacolo finito ha anche il pudore di dire:“Bene, riprendiamo il nostro dialogo tra persone per bene?"
Pare di sì, ma ormai Silvio mi ha abituato a tutto, quindi non mi stupisco più di nulla, è molto più preoccupante invece la folla applaudente e per bene che, una volta indicato il bersaglio, non ha avuto remore ad agire, quasi come un effetto consequenziale automatico, il comandante ordina e il soldato obbedisce, non “fa”, “obbedisce” perché il soldato non deve pensare ma agire.
Non erano ultras o ragazzini che si divertono a tirare qualche schiaffo, i giovani non c'entravano e risultavano essere una minoranza, il 90% dei militanti infatti erano anziani, e proprio loro, senza problemi o dubbi di sorta hanno preso l’iniziativa, intuendo subito quella doppia funzionalità che può avere l’asta di una bandiera, intuizione nata dai più giovani negli stadi, poi si dice che il passaggio generazionale non c’è, a quanto pare sì, e da ambo i sensi.
Quanto è vicino il ventennio Berlusconiano a quello di un recente periodo storico italiano, nell’orologio della storia mancano ormai solo 53 secondi.
C’è un limite alla vergogna dell’amministrazione comunale di Milano che dimentica il ventennale della morte di Sandro Pertini, il Presidente della Repubblica più amato, proprio nella Milano dove Pertini organizzò l’insurrezione partigiana contro il nazifascismo? Evidentemente no, visto che la stessa amministrazione un mese fa osannava e inneggiava Bettino Craxi, proponendo vie e parchi da dedicargli per i suoi indubbi meriti giudiziari (10 anni di condanne in giudicato) e amministrativi (raddoppio del debito pubblico); è amaro constatare che per la sindachessa Letizia Moratti la ricorrenza di Sandro Pertini non merita la stessa attenzione di quella del latitante, personaggi che in comune, probabilmente, avevano solo il partito di militanza, il Partito Socialista, con la non lieve differenza che il primo il socialismo l’ha nobilitato, il secondo invece l’ha distrutto.
Ma ormai non ci sorprendiamo più di nulla, d’altronde un’amministrazione che chiude la commissione antimafia comunale all’alba degli appalti per l’Expo2015 è compatibile con la Milano che nasconde i suoi benefattori dall’attenzione popolare, e consapevoli di ciò ci siamo rimboccati le maniche e noi di Qui Milano Libera, nel nostro piccolo, abbiamo organizzato un momento davanti alla fontana dedicata a Sandro Pertini in largo della Croce Rossa, un paio di ore, per parlare del nostro Presidente, per leggere i testi dei suoi discorsi, per confrontare la politica di ieri e di oggi, per smuovere il muro di indifferenza di una città inconsapevole, con noi, come gradito ospite, Umberto Voltolina, cognato di Sandro.
Non speravo e non chiedevo la presenza di almeno un rappresentante delle istituzioni locali, non sono così ottimista, ero già più possibilista che sulle cronache locali dei giornali nazionali comparissero due righe sull’evento, dopo che avevamo informato via mail le maggiori testate ma passi pure questo.
Però c’è un limite anche alla pazienza e alla sopportazione,se vogliono ignorare Sandro Pertini è un loro problema, ma insultarlo e venderlo per denaro no, è troppo.
Sandro Pertini è stato venduto due anni fa per qualche euro,quando dopo 18 anni dalla sua morte hanno deciso di sigillare il monumento a lui dedicato, per “restauro”. C’erano altri monumenti a Milano che necessitavano interventi urgenti rispetto alla recentissima fontana dedicata a Sandro, ancora in ottimo stato, ma quest’ultima si affaccia su Montenapoleone, davanti all’Armani Cafè uno dei luoghi più ricchi e ambiti per la pubblicità, e un mega cartellone sulla facciata della struttura che sigilla, di fatto, la fontana con tanto di riflettori posizionati ad arte è un affare da non perdere, tutto ha un prezzo, anche un Presidente partigiano.
Si potrebbe pensare che la loro vergogna si limitasse a questo e che forse per decenza, nel 2010 per il ventennale della sua morte,decidessero di smettere di lucrare su Sandro Pertini per permettere ai cittadini di ricordarlo dignitosamente dando accesso al monumento; invece no, sono riusciti ad insultare ulteriormente la sua memoria, il 23 Febbraio passo davanti al monumento e prendo le misure della piazzetta, per capire dove disporci per la commemorazione, cose semplici, uno striscione con una citazione di Pertini, un microfono e due casse, la piazzetta non è enorme ma sufficiente, anche se il monumento sigillato è un pugno nell’occhio il nostro ricordo senz’altro farà riflettere qualche passante della Milano della moda, che tra Luis Vuitton e Gucci forse, nolente o volente, dovranno inserire anche Sandro Pertini se proprio non nel loro vocabolario almeno nella memoria a breve termine.
Il giorno successivo quando torniamo sul posto un’ora prima della commemorazione per montare il materiale ci troviamo la piazzetta occupata per metà da una Mercedes su una pedana, un’ulteriore pubblicità davanti al già sigillato monumento di Pertini, messa lì esattamente nel ventennale della morte di Sandro Pertini, non c’è proprio limite all’indecenza, neanche il pudore di aspettare il giorno successivo al ventennale, i soldi sono soldi e hanno la precedenza su tutto.
Alla fine ci siamo ritrovati in una trentina, informati per lo più dal sito della nostra associazione e dal passaparola, un paio di ore spese bene leggendo i testi di Sandro Pertini sui giovani, sulla guerra, sul lavoro, sulla politica pulita e sull’indifferenza, semplici cittadini sono intervenuti regalando un pensiero in memoria di un presidente deciso e decisivo, che parlava di lavoro perché in Francia in esilio per il fascismo è stato muratore, che parlava di guerra perché ha visto le sue atrocità distinguendosi con onore, che parlava di politica pulita perché era onesto. Ognuno di noi ha offerto un regalo alla memoria di Sandro Pertini, il comune, nel suo piccolo, una Mercedes bianca.
TIPO di GIOCO
Investigativo, deduttivo
AREA di GIOCO
Camera dei Deputati e Senato
PUNTEGGI
A Voto, ogni cavillo nascosto dentro una legge approvata vale 1 punto.
OBIETTIVI
Da una parte il tornaconto personale, dall’altra stimolare l’attenzione.
DURATA
Variabile, breve per i decreti un po’ di più per i disegni di legge
REGOLE
Presentata una bozza di un atto avente forza di legge, la squadra B, normalmente detta opposizione, deve scoprire le parole modificate dentro i commi più innocui per capire gli effetti che tali modifiche potrebbero provocare. Quindi il gioco si articola in una prima parte di ricerca e di una seconda parte di deduzione. La squadra B può avvalersi anche di aiuti esterni come la società civile o la rete, per compensare la limitata qualità di risorse umane a sua disposizione.
Una costituzione che prevede una consulta, la corte costituzionale, ultima linea di difesa che ci salva da chi formalmente e in sostanza vuole ed esige poteri senza limiti, da chi vuole trasformare la democrazia in Italia in una dittatura popolare, dove chi viene eletto può fare quello che vuole, anche fregarsene delle regole, rischio che i nostri padri costituenti hanno voluto mettere subito in chiaro nel primo articolo della costituzione. “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
Oggi possiamo vantarci di avere un governo che ha criticato con le parole o umiliato con i fatti quasi tutti i principi fondamentali della costituzione. Per questo oggi, dedico un articolo ad ognuno di loro, perché sono i primi che dovrebbero ricordare cosa hanno giurato di difendere.
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. (ART1,comma 1)
Comma che dedico al ministro Brunetta che ha avuto il coraggio di dire che « stabilire che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla». Come se i principi fondamentali possano essere cancellati o cambiati radicalmente. Forse ignorando che la dottrina per lavoro indica il contributo di tutti, e che il sacrosanto diritto all’impiego è invece tutelato dal quarto articolo e non dal primo. Ma è inutile parlare troppo di un ministro che chiama fannulloni i ragazzi che non hanno soldi per uscire di casa e che auspica di andare a morire ammazzati ad alcuni oppositori.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo,(parte dell’ART2, comma 1)
Chiedo a Maroni, se considera uomini quei profughi respinti in Libia dove le donne vengono violentate dove gli uomini vengono schiavizzati, torturati, e messi in lager per poi lasciarli liberi di tornare indietro attraversando chilometri di deserto senza un goccio d’acqua.
Vorrei ricordare al ministro degli interno cheLo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo(parte dell’ART10, comma 3)
Quanti profughi sono stati respinti senza dare a loro la possibilità di esercitare il diritto d’asilo? ma da un esponente di un partito che crea il gioco web “rimbalza il clandestino” non si può chiedere troppo forse almeno un po’ di coerenza quando si lamenta della violenza su internet.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge(parte dell’ART3, comma 1)
Questo articolo non si può che dedicarlo a Berlusconi, che in aula è riuscito a sintetizzare egregiamente il suo punto di vista. " la legge è uguale per tutti ma per me è più uguale che per gli altri perché mi ha votato la maggioranza degli italiani “ Con 18 leggi ad personam era riuscito fin’ora a mantenere una delle poche sue promesse. Ora con la diciannovesima legge, “Il processo breve” ha risolto definitivamente l’ingiustizia, uccidendo i processi a tutti e non solo a lui
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto (ART4, comma 1)
L’articolo 4 lo offro al ministro del Welfare Sacconi, abbiamo perso circa un milione di posti in un anno, per non parlare dei cassaintegrati, e l’agenda del parlamento è sempre dettata dalle beghe giudiziarie del presidente del consiglio.
Anche Bankitalia che non è propriamente comunista, ha sollecitato almeno una riforma in materia, ma si sa, la vita è fatta di priorità
ART5La Repubblica, una e indivisibile(parte dell’ART5, comma 1)
E aggiungerei incompatibile con il ministro delle riforme Bossi, che evoca la secessione con fucili, e che auspica marce a Roma, come se ci fossero dubbi su quale periodo storico il governo stia prendendo spunti per le sue politiche.
L’ ART7 dice cheLo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.(ART7,comma 1)
Lo dedico al CdM che dopo le insistenti ingerenze e pressioni della Chiesa nel caso Englaro aveva presentato all’unanimità un disegno di legge che a marcia forzata di soli tre giorni ha tentato di riattaccare la sonda a Eluana. Solo la morte della ragazza ha impedito lo scempio di un precedende pericoloso, Del primo caso in cui il parlamento per legge cancellava una sentenza della cassazione.
Il Monsignor Betori al corriere dichiarò: «Per i cristiani le persone sono sopra la legge» e quindi la costituzione non sarà senz’altro questo governo a contraddirlo.
L’ ART8Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.(ART8,comma 1)
Lo riservo al ministro Calderoli, se tutte le confessioni sono uguali davanti alla legge perché la lega annuncia un disegno di legge per fare una moratoria delle moschee?, perché in questa città non riuscite a trovare un luogo per far pregare migliaia di musulmani regolari, italiani?, perché Ministro Calderoli lei può sposarsi con rito celtico davanti ad un Formentini vestito da Druido e le vostre giunte impediscono a migliaia di cittadini il diritto a professare la loro religione equiparando di fatto nelle vostre esternazioni l’Islam al Terrorismo.
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.(ART9,comma 1)
Questo articolo va di diritto al tandem Tremonti - Gelmini, che per fare cassa, ha pensato bene di tagliare i già esigui fondi all’istruzione pubblica, alla ricerca e quindi al futuro. In Europa si cerca di uscire dalla crisi investendo nell’innovazione, noi facciamo il contrario. Ieri il Mondo ci ringraziava perché avevamo una scuola di eccellenza che formava ricercatori di prim’ordine che erano costretti ad andare da loro per trovare lavoro visto che in Italia investimenti alla ricerca sono sempre mancati, ora il nostro governo ha risolto il problema, massacrando la scuola, ora usciranno ignoranti ma almeno rimarranno in Italia.
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali(parte dell’ ART11, comma 1)
Ma abbiamo un ministro della difesa che si ostina a chiamare la guerra in Afganistan come missione di Pace, è facile ignorare la costituzione cambiando le parole, lo dica alle migliaia di civili Afgani morti sotto le bombe che l’Italia è lì per ripudiare la Guerra.
Chiudo con l’ ART12La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.(ART12 integrale)
che dovrà tornare ad essere il simbolo di tutti gli italiani, e soprattutto il nostro che difendiamo la costituzione, e non il simbolo di una parte della destra, del militarismo e di Ignazio la Russa. Loro prima di alzare il tricolore dovrebbero cacciare dal governo chi è stato condannato per vilipendio per aver dichiarato di volersi pulire il sedere con la bandiera . Fino ad allora, abbiate la coerenza di non farlo.
(Mio discorso nel sit-in in difesa della costituzione promosso dal popolo viola a Milano il 31/12/2010)
Ieri sera su annozero si è consumata una tragedia, meglio dire diverse, ma una in particolare lascia il segno, è la prova che Rosarno non è in Italia, forse geograficamente sì, ma politicamente no; lo stato lì non esiste, c’è un altro governo, la ‘ndrangheta.
C’era una luce accesa di speranza in mezzo a tanta oscurità, omertà e quieto vivere, come succede sempre anche nelle notti più buie qualcosa brilla sempre, o almeno ci prova, dà un’alternativa una rotta. Spesso queste fioche stelle sono rappresentate dalla cultura e quindi dalla scuola o dalla solidarietà e quindi dall’oratorio, forse perché l’ignoranza e l’intolleranza vanno spesso a braccetto e sono requisiti minimi per il controllo sia che esso sia mafioso o legale.
Ieri un servizio di annozero ha fatto vedere che una di queste rare luci, il liceo scientifico di Rosarno, è stata spenta, nel modo più infame, come quando per impedire che una torcia a vento una volta soffocata per terra riprenda dopo un po’ a riaccendersi da sola la si bagna prima di tagliare via lo stoppino così è stato tolto a delle ragazze liceali uno striscione contro le mafie, e per essere sicuri che avevano imparato la lezione, sono state costrette davanti alle telecamere a mentire per dire che lo striscione ritirato era un altro, violentando la loro speranza di una Calabria migliore, facendo capire a quei ragazzi e ragazze del liceo che no, così non va bene, semplici studenti non possono e non devono andare contro il vero stato, l’’ndrangheta, e se le cose non vi vanno bene emigrate, magari come gli extracomunitari, nei pullman della polizia.
Chiedo alle istituzioni di adottare quella scuola,non si può voltare le spalle ai pochi coraggiosi che provano a ribellarsi.che bell'esempio sarebbe per la Calabria, se la Gelmini valorizzasse questi ragazzi coraggiosi con incontri e dibattitise Maroni rinforzasse le forze dell'ordine per garantire la loro sicurezzase i media non spegnessero i riflettori ora che è lo show è finito.se venisse tirato su da terra e risistemato quel moncherino di torcia, per poterlo accendere di nuovo.
in questo blogin tutti
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